Il blocco di covata invernale: una strategia impegnativa ma vincente?

da | 30 Giugno 2025 | Comunicati | 0 commenti

di Daniele Alberoni

Di cosa si tratta

Il blocco di covata invernale consiste nell’ingabbiare la regina per circa due mesi / due mesi e mezzo, impedendo la deposizione delle uova. In questo intervallo, l’assenza di covata permette di
effettuare ripetuti trattamenti anti-varroa altamente efficaci, con risultati che si riflettono nella salute e nella produttività della famiglia l’anno successivo.

Perché farlo?

Negli ultimi anni, gli inverni si sono fatti via via più miti, con temperature anche oltre i 12-14 °C in pieno inverno. Le api reagiscono come se fosse primavera, mantenendo covata anche a novembre, gennaio e oltre. Questo causa stress, usura precoce delle api invernali e consente alla
varroa di riprodursi ininterrottamente. I trattamenti invernali tradizionali diventano quindi meno efficaci, e il deperimento primaverile degli alveari più marcato. Il blocco di covata invernale è
particolarmente indicato per le zone più calde (durante l’inverno) della nostra regione , dove le temperature scendono sotto lo zero un numero inferiore di giorni (vedi Figura 1 – Arpae).

Figura 1: Numero di giorni con temperature inferiori allo 0 registrate nell’inverno 2020. Crediti a
Arpae (Agenzia Prevenzione Ambiente Energia Emilia-Romagna)

Vantaggi concreti

Se eseguito correttamente, il blocco invernale può offrire numerosi benefici:

  • miglior ripresa primaverile.
  • riduzione della varroa e delle virosi correlate.
  • alveari più popolosi durante tutta la stagione.
  • aumento della produttività, anche del 40%.
  • possibilità di spostare i trattamenti estivi ad agosto.
  • uso più efficace dell’acido formico anche in aree critiche.

 

Criticità da considerare

Il blocco invernale non è adatto ovunque. Bisogna tener conto di diversi fattori:

  • clima: non è consigliato nelle zone dove le api sospendono naturalmente la covata (zone
    con oltre 35 giorni sotto zero).
  • età delle regine: devono essere giovani, idealmente dell’anno (Figura 2).
  • presenza di malattie come CBPV o Nosema: in questi casi è meglio evitare.
  • capacità aziendale: servono organizzazione e monitoraggio.
  • mortalità regine: possibile perdita del 5-10% degli alveari, soprattutto quelli già deboli.

Nutrizione e gestione

Per favorire una buona ripresa dopo il blocco, è importante nutrire correttamente le colonie:

  1. in estate: piccole dosi settimanali di sciroppo arricchito con aminoacidi e vitamine
  2. in inverno: almeno 5 kg di sciroppo glucosio-fruttosio per colmare i favi e ridurre il movimento del glomere

Trattamenti anti-varroa

La strategia prevede due fasi principali:

  1. trattamento con Apibioxal gocciolato al momento dell’ingabbio (efficacia 90-95%).
  2. sublimazioni successive alla fine dello sfarfallamento per eliminare le varroe residue (2-4 interventi).

L’obiettivo è raggiungere la caduta zero prima della ripresa primaverile.

Come eseguirlo

Durante l’ingabbio è fondamentale stringere l’alveare, eliminando i favi superflui per concentrare le api. Questo consente al glomere di restare compatto e di mantenere la regina coperta, anche con
cali termici improvvisi. È consigliato un controllo a distanza di pochi giorni per verificare che tutto proceda correttamente.

Conclusioni

Il blocco invernale richiede impegno e attenzione, ma può portare a risultati molto positivi. Le perdite di alveari, sebbene non trascurabili, interessano spesso famiglie già compromesse. I
vantaggi in termini di salute, produttività e semplificazione della gestione estiva ripagano ampiamente l’investimento. Inoltre, questa tecnica funge anche da strumento di selezione sanitaria
per l’intero apiario.

Articolo completo pubblicato su l’Apis di marzo 2023