Serratia marcescens: un nemico nascosto delle api?

da | 27 Giugno 2025 | Comunicati | 0 commenti

di Daniele Alberoni

Un batterio sottovalutato

Gli apicoltori conoscono bene due patogeni batterici: Paenibacillus larvae (peste americana) e
Melissococcus plutonius (peste europea). Ma ci sono anche altri batteri pericolosi, come Serratia marcescens (Figura 1), finora poco considerato. È un batterio ambientale, presente ovunque
(suolo, acqua, polline), normalmente innocuo, ma capace di causare gravi malattie in condizioni favorevoli.

 

Come agisce

Nelle api sane è presente in quantità minime nell’intestino. Ma se il sistema immunitario si indebolisce (stress, altre infezioni), Serratia può colonizzare l’emolinfa e causare setticemia. Negli
adulti provoca paralisi e morte; nelle larve la decomposizione è simile a quella della peste.

Le prove sperimentali

In laboratorio, api giovani e sane sono state infettate con diverse dosi di tre specie di Serratia:
marcescens, liquefaciens e nematodiphila. Solo S. marcescens e, a dosi molto alte, S. liquefaciens
hanno causato mortalità significativa. Il batterio riesce a superare la barriera intestinale anche con
basse dosi, segno di un’elevata virulenza.

Un’alleanza pericolosa con la varroa

Uno studio statunitense ha trovato Serratia marcescens nei corpi di api morte durante l’inverno e sul rostro delle varroe. Si è dimostrato che Varroa destructor può veicolare Serratia marcescens e inocularlo direttamente nell’emolinfa. Il ceppo in questione, molto virulento, è stato chiamato “Sicaria”.

Coinfezione con Nosema ceranae

Ulteriori ricerche hanno mostrato che la presenza del fungo Nosema ceranae favorisce la proliferazione di Serratia. L’epitelio intestinale danneggiato da Nosema sembra facilitare il
passaggio del batterio nell’emolinfa. Il trattamento con fumagillina (vietato in Italia) riduce entrambe le infezioni, suggerendo una sinergia tra i due patogeni.

Anche i pesticidi ci mettono lo zampino

Un’altra ricerca ha evidenziato che l’insetticida imidacloprid aumenta la mortalità delle api infettate
con Serratia (Figura 2). L’effetto combinato di stress chimico e infezione microbica peggiora la
sopravvivenza, confermando la pericolosità delle interazioni tra fattori ambientali.

 

Una possibile soluzione

Apilactobacillus kunkeei, un batterio “buono” presente in nettare e polline, è risultato efficace nel contenere Serratia. Questa scoperta apre la strada a strategie probiotiche per contrastare il patogeno.

Conclusioni

Serratia marcescens è presente nei nostri ambienti da sempre, ma le condizioni moderne ne favoriscono la proliferazione. La sua pericolosità emerge soprattutto quando agisce in sinergia con altri patogeni o stress. È importante monitorarla e considerarla tra i fattori che possono compromettere la salute degli alveari.

Articolo integrale con illustrazioni pubblicato su l’Apis di marzo 2025